Gli scienziati e le loro idee sull'Universo
Gli astronomi ritengono che UDFj-39546284 sia l'oggetto più distante finora osservato nella Ultra Deep Field realizzata con il telescopio spaziale Hubble. Credit: NASA, ESA, G. Illingworth (University of California, Santa Cruz), R. Bouwens (University of California, Santa Cruz, and Leiden University) e HUDF09 Team
Gli astronomi hanno "spinto" ancora una volta il telescopio spaziale Hubble ai confini dell'Universo osservabile, catturando così la luce di quella che sembra essere la "galassia più distante" finora osservata.
UDFj-39546284 appare come una debole 'macchia' rossa al centro dell'immagine che rappresenta la più profonda fotografia cosmica dell'Universo nella banda degli infrarossi. Credit: NASA, ESA, G. Illingworth (University of California, Santa Cruz), R. Bouwens (University of California, Santa Cruz, and Leiden University) e HUDF09 Team
La luce che osserviamo oggi è partita dalla galassia 13,2 miliardi di anni fa e questo corrisponde ad un redshift z=10. Denominata con la sigla UDFj-39546284, si tratta di una galassia debole, giovane e compatta, formata da stelle blu, formatasi appena 480 milioni di anni dopo il Big Bang. "Stiamo osservando grandi mutamenti nel tasso di formazione stellare e ciò indica che se andiamo ancora indietro nel tempo potremmo osservare dei fenomeni ancora più drammatici" dichiara Garth Illingworth della University of California a Santa Cruz. Questa scoperta suggerisce inoltre che il tasso di formazione stellare è aumentato almeno di un fattore 10 su un tempo scala di circa 170 milioni di anni, cioè tra l'epoca in cui osserviamo questa galassia e quella delle presunte galassie più distanti precedentemente identificate ad un redshift z=8, corrispondente a circa 650 milioni di anni dopo il Big Bang, un risultato sorprendente. "Ci stiamo veramente spingendo indietro nel tempo cosmico, verso l'epoca in cui si stavano formando le prime galassie" continua Illingworth.
E' trascorso circa un anno di attente e dettagliate analisi dei dati, condotti tra il 2009 e il 2010, prima di identificare la galassia nella cosiddetta Hubble Ultra Deep Field dal HUDF09 Team. L'oggetto appare come una macchia debolissima di color rosso e nonostante le stelle non si risolvono nelle immagini di Hubble, esistono delle evidenze che si tratti effettivamente di un oggetto compatto costituito da stelle calde formatesi 100-200 milioni di anni prima dal collasso gravitazionale del gas intrappolato dagli aloni di materia scura. La protogalassia è visibile solo nella banda dell'infrarosso e ciò vuol dire che l'espansione dell'Universo ha arrossato la sua luce più di ogni altro oggetto che sia stato identificato in precedenza dal telescopio spaziale Hubble. Ci aspettiamo, dunque, che il suo successore, il telescopio spaziale James Webb, osservi ancora più in profondità lo spazio alle lunghezze d'onda dell'infrarosso permettendo così di rivelare le galassie più antiche e più remote che si sono formate subito dopo il Big Bang.
Credit: NASA, ESA, G. Illingworth and R. Bouwens (University of California, Santa Cruz) e HUDF09 Team