Gli scienziati e le loro idee sull'Universo
Simulazione al computer della coda di polvere della Terra osservata da una posizione al di fuori del Sistema Solare. I colori si riferiscono alla densità (rosso più elevata). Credit: Christopher Stark, GSFC
Sapevate che il nostro pianeta produce una scia di polvere? Ebbene si e l'ha scoperta il telescopio spaziale Spitzer che qualche mese fa l'ha attraversata, fornendo per la prima volta ai ricercatori una immagine di come essa appare. La presenza di questa "coda" potrebbe rivelarsi importante per i cacciatori di pianeti alieni al fine di identificare nuove terre.
"E' alquanto probabile che gli esopianeti presentino questo tipo di code", dice Mike Werner project scientist del telescopio Spitzer. "Forse, in qualche circostanza la presenza delle scie di polvere può essere una traccia per identificare nuovi pianeti. Ciò implica che dobbiamo studiarle meglio in modo da riconoscerle facilmente". Nel caso della Terra, la presenza di questa "coda di polvere" non implica che il nostro pianeta sia caratterizzato sostanzialmente da polvere ma è un dato di fatto che riguarda l'intero Sistema Solare. E' noto che lo spazio interplanetario è pieno di frammenti di polvere a causa della presenza di comete e asteroidi perciò quando la Terra attraversa queste zone particolarmente ricche di polvere si forma una sorta di scia. "Man mano che la Terra orbita attorno al Sole, essa crea una specie di sfera o depressione all'interno della quale cadono le particelle di polvere creando appunto la coda che la Terra trascina con sé a causa della gravità" spiega ancora Werner. "Di fatto, la coda segue il nostro pianeta formando un grande disco di polvere".
Le recenti osservazioni di Spitzer hanno permesso agli astronomi di studiare in dettaglio questa struttura e di capire come esse potrebbero apparire osservando i pianeti extrasolari. "In alcuni dischi di polvere osservati in altri sistemi planetari si osservano anelli, rigonfiamenti, distorsioni, tutti fattori che indicano il fatto che i pianeti stanno effettivamente interagendo con la polvere", spiega Mark Clampin della NASA. "In questo modo possiamo 'seguire la polvere' per trovare i pianeti. Utilizzando questo sistema, abbiamo identificato 20 dischi di polvere in altri sistemi planetari con ottimi risultati".
Una immagine del telescopio spaziale Hubble relativa all'anello di polvere in Beta Pictoris. Credit: HST Science Institute
Clampin e collaboratori stavano cercando un pianeta attorno alla stella Fomalhault quando hanno trovato inaspettatamente un anello di polvere. "Sospettavamo che la forma più interna del disco fosse stata prodotta dall'interazione gravitazionale dovuta al pianeta lungo la sua orbita" dice Clampin. "Abbiamo così inseguito il pianeta osservando questa 'traccia' nella polvere". Un altro esempio di come è possibile identificare i pianeti extrasolari studiando le code di polvere si ha nel caso di stato di Beta Pictoris. Qui si nota l'anello di polvere più piccolo leggermente inclinato rispetto al disco più grande, un pò simile a quello prodotto dalla Terra durante la sua orbita intorno al Sole.
Concludendo, i dati di Spitzer sono vitali perché aprono la strada alle prime osservazioni che fornirà il telescopio spaziale James Webb verso la ricerca di mondi planetari alieni. Ci si aspetta dunque di poter identificare una grande varietà di code di polvere.