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Le galassie di Hubble rifatte al computer

Giovedì 14 Gennaio 2010, 14:00 in Astronomia, Cosmologia, Fisica, Immagini, News, Scienza di
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Perchè le galassie hanno la forma che vediamo? Lo schema di classificazione delle galassie di Hubble ci dice sostanzialmente che le galassie possono essere disposte secondo una sequenza che va dalle galassie ellittiche alle galassie a spiraliEsiste poi una classe di galassie intermedie che non hanno una forma ben precisa per cui vengono chiamate irregolari. Si tratta però di una classificazione soggettiva che permise allo stesso Hubble di classificare le galassie in base al metodo "ciò che vedo chiamo". Di fatto, se diamo uno sguardo d'insieme alla Hubble Deep Field (HDF) notiamo che le galassie hanno varie forme e dimensioni. Ma perché deve essere così? 

simulazione_evoluzionegalassie.jpg

Gli astronomi non hanno saputo dare una spiegazione a tale domanda finchè due ricercatori hanno studiato di recente la storia evolutiva delle galassie costruendo un modello che ha permesso di chiarire, per così dire, lo schema di Hubble. Tutto questo è stato possibile grazie all'introduzione, nel modello, della materia scura e del fenomeno della fusione delle galassie (merging). 

Andrew Benson del Caltech e Nick Devereux della Embry-Riddle University in Arizona hanno elaborato i dati della missione Two Micron All Sky Survey (2MASS) , che opera nella banda infrarossa, mediante un sofisticato modello in computer grafica. Il modello ha riprodotto la storia evolutiva dell'Universo negli ultimi 13 miliardi di anni ma la cosa sorprendente è stato il fatto che il modello ha riprodotto non solo le forme ma anche il numero delle galassie. Assumendo che le galassie siano immerse in aloni di materia scura (vedasi Un alone di materia scura circonda la Via Lattea) i due ricercatori hanno tenuto conto di questo dato per rappresentare la formazione e l'evoluzione delle galassie. Ad esempio, nel caso della Via Lattea, una spirale barrata, si è visto che la sua storia evolutiva è stata abbastanza complessa e caratterizzata da collisioni minori e da al meno un episodio in cui il disco interno è collassato per formare la struttura centrale a barra.

Dunque, secondo il modello di Benson e Devereux le classi delle galassie derivano da storie evolutive diverse per cui il passo successivo sarà quello di studiare le galassie più distanti, una volta lanciato il telescopio spaziale James Webb, e confrontare i dati osservati con quelli previsti dal modello. 

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